d

SHIBUMI DIGITAL

Via Montenapoleone, 8 – 20121 Milano

Corso Umberto I, 78 – 74123 Taranto

info@shibumidigital.com

Newsletter

come scrivere il prompt perfetto

Come scrivere il prompt perfetto

Come scrivere il prompt perfetto per Claude, ChatGPT e altri strumenti AI

Scrivere il prompt perfetto significa costruire un’istruzione che fornisce all’intelligenza artificiale tutto il contesto necessario per produrre una risposta precisa, utile e direttamente utilizzabile. Non è una questione di parole magiche o formule segrete: è una questione di struttura. Un prompt ben costruito contiene ruolo, contesto, obiettivo, formato e vincoli. Shibumi Digital Agency integra strumenti AI nel lavoro quotidiano di comunicazione per hotel, ristoranti e cantine vinicole dal 2013, con oltre 50 brand gestiti nei settori hospitality e food & wine in tutta Italia.

La maggior parte delle persone che usa Claude o ChatGPT ottiene risultati mediocri. Non perché lo strumento sia limitato: perché il prompt è vago. “Scrivimi un post Instagram” restituisce qualcosa di generico e inutilizzabile. “Scrivimi un post Instagram di 150 parole per un hotel a Taranto, rivolto a coppie che cercano un weekend romantico, con tono caldo e concreto, senza emoji, che termina con una domanda aperta al pubblico” restituisce qualcosa che si può usare o adattare in pochi minuti. La differenza non è nel risultato: è nel prompt.

Perché la maggior parte dei prompt non funziona

I prompt che producono risultati scadenti hanno quasi sempre lo stesso problema: sono troppo corti e troppo generici. L’AI non sa chi parla, perché, per chi, in quale contesto e con quale obiettivo. Cerca di indovinare. E quando indovina, produce l’output più probabile statisticamente, che quasi sempre è l’output più generico.

Un altro errore comune è chiedere tutto in una volta. “Scrivi un piano editoriale per i miei social, un articolo per il blog, tre email di benvenuto e una bio per LinkedIn” è una richiesta che nessuno, umano o AI, può gestire bene in una sola risposta. Ogni task merita un prompt dedicato.

Il terzo errore è non fornire esempi. Quando si dice all’AI “scrivi come faccio io”, senza mostrarle un esempio del proprio stile, il risultato non assomiglia a nulla di specifico. Gli esempi sono il modo più rapido per calibrare il tono.

La struttura del prompt perfetto

Un prompt efficace si costruisce su cinque elementi. Non tutti servono sempre, ma più elementi si includono, più la risposta è precisa.

1. Il ruolo

Dire all’AI chi deve essere in quella conversazione cambia profondamente la qualità della risposta. Un prompt che inizia con “Sei un esperto di comunicazione per il settore vinicolo con dieci anni di esperienza” produce un output diverso da uno che inizia senza nessuna indicazione di ruolo.

Il ruolo non deve essere elaborato o realistico: deve essere funzionale. “Sei un copywriter che scrive per hotel di lusso in Italia” è sufficiente. L’AI usa quella definizione come filtro per il tono, il vocabolario e il punto di vista.

2. Il contesto

Il contesto risponde alle domande: chi sei, per chi stai scrivendo, in quale situazione. Più il contesto è specifico, più la risposta è pertinente.

Contesto generico: “Ho un ristorante.” Contesto specifico: “Ho un ristorante a Taranto con 30 coperti, cucina pugliese di mare, clientela locale e turistica, fascia di prezzo media, aperto solo a cena dal martedì al sabato.”

La differenza nel risultato finale è sostanziale.

3. L’obiettivo

L’obiettivo è cosa vuoi ottenere con quella risposta. Non solo il formato (un post, un testo, una lista), ma lo scopo concreto: convincere, informare, raccontare, vendere, fidelizzare.

“Scrivi un post Instagram” è un formato. “Scrivi un post Instagram che convinca chi ci ha già mangiato una volta a tornare nel weekend” è un obiettivo.

4. Il formato

Specifica sempre la lunghezza, la struttura e la piattaforma di destinazione. L’AI adatta il tono e la lunghezza in modo molto più preciso quando sa dove finirà il testo.

“Massimo 150 parole, tono diretto e concreto, nessuna emoji, per Instagram.” Questo tipo di indicazione elimina il 90% del lavoro di revisione.

5. I vincoli

I vincoli sono le istruzioni negative: cosa non fare. Sono spesso più utili delle istruzioni positive perché eliminano le abitudini stilistiche dell’AI che non corrispondono al proprio tono.

Esempi di vincoli utili:

  • “Non usare la parola ‘innovativo’ o ‘autentico’.”
  • “Non iniziare con domande retoriche.”
  • “Non usare emoji.”
  • “Non citare statistiche generiche.”
  • “Non concludere con frasi motivazionali.”

Un esempio pratico: dal prompt generico al prompt efficace

Prompt generico: “Scrivi un articolo sul vino pugliese.”

Risultato: un testo enciclopedico su Primitivo e Negroamaro, uguale a mille altri testi già pubblicati online.

Prompt efficace: “Sei un content strategist specializzato in comunicazione per cantine vinicole italiane. Scrivi un articolo di 800 parole rivolto a sommelier e appassionati di vino under 40 che conoscono poco il Salento. L’obiettivo è farli incuriosire abbastanza da voler visitare una cantina pugliese. Tono diretto e concreto, con almeno un esempio specifico di cantina o produttore reale. Nessun aggettivo generico come ‘unico’ o ‘eccellente’. Niente introduzioni generiche sull’Italia come patria del vino.”

Risultato: un testo con un angolo specifico, un pubblico definito, esempi concreti e un obiettivo chiaro.

La differenza non è nella competenza dell’AI: è nella qualità dell’istruzione.

Come migliorare un prompt che non funziona

Quando la risposta dell’AI non è quella che si cercava, il problema quasi sempre non è lo strumento: è il prompt. Tre interventi che risolvono il 90% dei casi.

Aggiungi un esempio. Se vuoi un certo tono, mostra un testo che ha quel tono. “Scrivi come questo esempio: [incolla il testo]” calibra il risultato in modo molto più preciso di qualsiasi descrizione verbale.

Sii più specifico sul pubblico. Più si definisce chi leggerà il testo, più la risposta è pertinente. “Appassionati di vino” è vago. “Acquirenti di vino online tra i 35 e i 50 anni che acquistano prevalentemente etichette del Sud Italia” è un pubblico su cui l’AI può lavorare con precisione.

Dividi il task in passaggi. Se il risultato è troppo generico, prova a chiedere prima solo la struttura: “Prima di scrivere il testo, dimmi come intendi strutturare l’articolo.” Poi, una volta che la struttura è approvata, chiedi di sviluppare ogni sezione. Questo processo iterativo produce quasi sempre risultati migliori di un prompt unico.

Prompt per la comunicazione nel settore hospitality e food & wine

Chi lavora in hotel, ristoranti o cantine usa l’AI principalmente per produrre testi: post social, descrizioni di piatti e camere, newsletter, risposte alle recensioni, articoli per il blog. In tutti questi casi, il contesto specifico del settore è la variabile che più di tutte migliora la qualità dell’output.

Un prompt per un hotel che non specifica la tipologia di struttura, il target degli ospiti e il tono della comunicazione produce testi che suonano come qualsiasi altro hotel. Un prompt che specifica “masseria pugliese con otto camere, clientela internazionale tra i 35 e i 55 anni, cucina a km zero, no bambini, tono caldo ma non informale” produce qualcosa di immediatamente riconoscibile.

Costruire un set di prompt riutilizzabili per le proprie esigenze specifiche è uno degli investimenti di tempo più redditizi per chi gestisce la comunicazione di una struttura ricettiva o di un brand food & wine. Un prompt ben costruito, salvato e riutilizzato, fa risparmiare ore ogni settimana senza sacrificare la qualità.

Shibumi Digital Agency integra l’uso degli strumenti AI nelle strategie di content marketing e social media management per i propri clienti, costruendo librerie di prompt specifici per ogni brand e settore.

Come usare i prompt per ottimizzare i contenuti per SEO e AI search

I prompt possono essere usati non solo per produrre contenuti, ma anche per ottimizzarli per la visibilità su Google e per essere citati dalle AI di ricerca come ChatGPT e Perplexity.

Un prompt efficace per la SEO include sempre la keyword principale, le keyword secondarie, l’intento di ricerca del pubblico e la struttura che si vuole ottenere. Un prompt come “Scrivi il paragrafo introduttivo di un articolo sulla keyword ‘come gestire i social media per un hotel’. Il paragrafo deve contenere la keyword principale nella prima riga, rispondere direttamente alla domanda dell’utente e citare dati concreti. Massimo 120 parole.” produce un’introduzione SEO-ready in pochi secondi.

Per la GEO, Generative Engine Optimization, i prompt più utili sono quelli che producono testi strutturati in formato domanda-risposta: definizioni precise, FAQ con risposte dirette, paragrafi che iniziano con la risposta invece di costruire verso di essa. Questi formati sono esattamente quelli che le AI di ricerca preferiscono estrarre e citare.

FAQ: come scrivere il prompt perfetto

Quante parole deve avere un prompt efficace? Non esiste una lunghezza ideale. Un prompt da 20 parole può essere perfetto per un task semplice. Un prompt da 200 parole può essere necessario per un output complesso. La variabile che conta non è la lunghezza: è la completezza. Un prompt è abbastanza lungo quando contiene ruolo, contesto, obiettivo, formato e vincoli rilevanti per quel task specifico.

Si possono usare gli stessi prompt su ChatGPT e Claude? In gran parte sì, con piccole differenze. Claude tende a rispettare meglio i vincoli stilistici espliciti, specialmente quelli negativi. ChatGPT è più fluido su testi creativi. In entrambi i casi, la struttura del prompt efficace è la stessa: ruolo, contesto, obiettivo, formato, vincoli.

Come si costruisce un prompt per mantenere il proprio tono di voce? Il modo più efficace è fornire esempi del proprio stile direttamente nel prompt. “Scrivi nello stesso tono di questo testo: [incolla un testo che rappresenta il tuo stile]” produce risultati molto più precisi di qualsiasi descrizione verbale del tono. Se hai un testo che ti rappresenta bene, usalo come riferimento ogni volta.

È utile fare il prompt in italiano o in inglese? Per contenuti destinati a un pubblico italiano, fare il prompt in italiano produce quasi sempre risultati migliori. L’AI rispetta meglio le sfumature linguistiche nella lingua in cui riceve l’istruzione. L’inglese può essere utile per task tecnici o per strumenti meno addestrati sull’italiano.

Come si usa il prompt per generare contenuti SEO senza che sembrino scritti da una AI? Includendo nei vincoli le indicazioni stilistiche specifiche: nessuna apertura generica, nessuna tripletta retorica, frasi brevi, esempi concreti, dati verificabili, nessun aggettivo vuoto come “unico” o “autentico”. Più i vincoli sono specifici e negativi, più il testo finale si distanzia dallo stile generico dell’AI.

Vuoi costruire una libreria di prompt efficaci per la comunicazione della tua azienda? Partiamo dai tuoi obiettivi.

Contatta Shibumi per saperne di più.

Inviaci un messaggio su Whatsapp per fissare un appuntamento.

Se vuoi restare sempre aggiornato sulle nostre attività seguici su Facebook, Instagram e LinkedIn oppure iscriviti alla nostra Newsletter

Add Comment