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Il nuovo algoritmo di Instagram

Il nuovo algoritmo di Instagram: cosa cambia per creator e aziende

Il nuovo algoritmo di Instagram penalizza gli account aggregatori, cioè quelli che ripubblicano contenuti altrui, e aumenta la portata organica dei creator che producono contenuti originali. La modifica riguarda le sezioni Esplora e i contenuti suggeriti, non il feed dei follower. Shibumi Digital Agency gestisce la comunicazione social di hotel, ristoranti e cantine vinicole dal 2013: questo aggiornamento cambia alcune regole operative che vale la pena conoscere subito.

Instagram ha annunciato questa settimana un aggiornamento del sistema di distribuzione dei contenuti. La logica è semplice: se pubblichi contenuti che hai creato tu, la piattaforma ti distribuisce di più. Se ripubblichi contenuti di altri senza aggiungere nulla, la piattaforma ti penalizza nella reach.

Non è una novità assoluta: lo stesso sistema era già stato introdotto per i Reel nel 2024. Adesso viene esteso a foto e caroselli.

Cosa cambia con il nuovo algoritmo di Instagram

Il cambiamento riguarda dove i tuoi contenuti vengono mostrati e a chi.

Fino ad ora, un account aggregatore che raccoglieva e ripubblicava i migliori contenuti del settore poteva ottenere reach superiore a quella del creator originale. Instagram ha deciso che questo sistema premia chi non produce nulla e penalizza chi lavora davvero.

Con il nuovo algoritmo, i profili classificati come aggregatori non verranno più raccomandati nelle sezioni Esplora e nelle aree di distribuzione organica della piattaforma. Il feed dei follower esistenti non cambia: i tuoi iscritti continuano a vedere i tuoi post. Il cambiamento riguarda la possibilità di essere scoperti da nuovi utenti.

Come Instagram classifica un account come aggregatore

La valutazione avviene su base mensile. Se la maggior parte dei contenuti pubblicati in un periodo di 30 giorni sono ripubblicazioni di materiale altrui, l’account viene classificato come aggregatore e perde priorità nelle raccomandazioni.

Instagram ha specificato cosa considera contenuto originale. Oltre ai post creati da zero, rientrano nella categoria i contenuti originali anche le serie fotografiche, le guide pratiche e le storie visive costruite dal creator.

Il punto meno chiaro riguarda i contenuti misti, quelli che usano materiale di terze parti rielaborato. Instagram ha indicato un criterio preciso: “Chiediti se le modifiche apportate aggiungono valore reale, al di là del semplice riferimento o citazione del contenuto originale.” Se la risposta è no, il contenuto viene trattato come ripubblicazione.

Cosa non cambia

Due aspetti restano invariati.

Il feed dei follower non viene toccato. Chi ti segue già continuerà a vedere i tuoi contenuti esattamente come prima.

Gli editori che hanno accordi di licenza o autorizzazioni esplicite da parte dei creator originali non vengono penalizzati. Se usi contenuti di terze parti con permesso documentato, sei al sicuro.

Come adattare la strategia social a questo aggiornamento

Se gestisci un profilo aziendale su Instagram, specialmente nel settore hospitality o food & wine, ci sono alcune cose concrete da fare adesso.

Smetti di ricondividere contenuti senza aggiungere nulla. Repostare la foto di un ospite senza commento, contesto o elaborazione è esattamente il comportamento che l’algoritmo penalizza. Puoi usare lo stesso materiale, ma devi aggiungere qualcosa: la tua voce, un’informazione, una storia.

Usa gli strumenti nativi per condividere contenuti altrui. Instagram ha indicato esplicitamente le alternative corrette: le collaborazioni (collab post), il remix, la ripubblicazione nelle storie o l’etichetta di partnership a pagamento per i contenuti brandizzati. Queste opzioni attribuiscono il credito al creator originale senza danneggiare la tua reach.

Controlla il tuo rapporto contenuto originale/ripubblicato. Se negli ultimi 30 giorni più della metà dei tuoi post sono ricondivisioni, sei già in zona rischio. Non serve eliminare tutto: basta bilanciare con più contenuto prodotto direttamente da te.

Per chi gestisce profili nel settore hospitality e food & wine, questo aggiornamento è in realtà un vantaggio. Hotel, ristoranti e cantine con storie reali da raccontare, persone dietro al bancone, territorio da mostrare, sono esattamente il tipo di account che l’algoritmo ora premia. Chi ha costruito una strategia di social media management basata su contenuti originali non deve cambiare nulla.

Il contesto: perché Instagram ha fatto questa scelta

L’aggiornamento non è una sorpresa se si guarda ai numeri. Nella seconda metà del 2025, Meta ha registrato un raddoppio annuo delle visualizzazioni e del tempo trascorso sui Reel originali su Facebook dopo aver introdotto una misura simile. Il sistema funziona, e adesso viene esteso.

C’è anche una motivazione più profonda. Meta ha bisogno di contenuti originali per due ragioni precise: tenere alta l’attenzione degli utenti sulla piattaforma e alimentare i propri sistemi di intelligenza artificiale con un patrimonio più ampio di dati. Un feed riempito di ripubblicazioni non serve a nessuno dei due obiettivi.

Vale la pena notare che gli account aggregatori non sono irrilevanti: hanno un ruolo nella diffusione dei trend e nella scoperta di nuovi creator. Penalizzarli rallenta la circolazione dei contenuti, almeno nel breve periodo. Instagram evidentemente ha valutato che il beneficio per i creator originali supera questo costo, forte dell’esperienza positiva con i Reel.

Per chi gestisce la comunicazione di hotel, ristoranti e cantine

Questo aggiornamento premia esattamente il tipo di comunicazione che consigliamo da sempre: contenuti prodotti direttamente, con una voce riconoscibile, costruiti sulla storia specifica di un posto o di un prodotto.

Un hotel che mostra cosa succede in cucina ogni mattina, una cantina che racconta la vendemmia con le proprie parole, un ristorante che presenta i produttori dei propri ingredienti: questi contenuti non hanno mai avuto bisogno di trucchi algoritmici per funzionare. E adesso vengono premiati in modo ancora più esplicito.

Se vuoi costruire una strategia di content marketing su Instagram che tenga conto di questi aggiornamenti, il punto di partenza non è l’algoritmo: è avere qualcosa di vero da dire.

FAQ: il nuovo algoritmo di Instagram

Il nuovo algoritmo di Instagram penalizza anche i post programmati o solo quelli ripubblicati? Penalizza solo i contenuti ripubblicati da altri account, non i post programmati. La modalità di pubblicazione non conta: conta se il contenuto è stato creato da te o è una ripubblicazione di materiale altrui.

Se ricondivido le foto degli ospiti del mio hotel, vengo penalizzato? Dipende da come lo fai. Se usi lo strumento di ripubblicazione nativo di Instagram nelle storie, o se crei un collab post con l’ospite, non vieni penalizzato. Se scarichi la foto e la ricarichi come tuo contenuto senza aggiungere nulla, rischi la classificazione come aggregatore.

Quanto velocemente si vede l’effetto di questo aggiornamento sulla reach? La valutazione avviene su base mensile. Se cambi approccio adesso, i primi effetti positivi sulla distribuzione organica si vedono nel mese successivo.

Questo aggiornamento riguarda anche i contenuti brandizzati con influencer o creator? I contenuti con l’etichetta di partnership a pagamento non vengono penalizzati. Instagram ha esplicitamente escluso gli account che hanno accordi di licenza o autorizzazioni documentate con i creator originali.

Come faccio a sapere se il mio account è stato classificato come aggregatore? Instagram non invia notifiche dirette, ma un calo improvviso della reach nella sezione Esplora è un segnale da tenere d’occhio. Il modo più sicuro è analizzare il proprio storico dei contenuti: se negli ultimi 30 giorni più della metà dei post sono ricondivisioni, è il momento di correggere.

Vuoi capire come adattare la tua strategia social a questo aggiornamento? Parliamone.

Contatta Shibumi per saperne di più.

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