Arroganza nella Comunicazione
Blockbuster, 2000.
Reed Hastings, fondatore di Netflix, propone una partnership strategica ai dirigenti Blockbuster. Netflix gestisce il servizio online, Blockbuster gestisce i negozi fisici. Prezzo richiesto: $50 milioni.
La risposta di Blockbuster? Ridono.
Letteralmente ridono durante il meeting davanti a Hastings.
"Internet per i film? Ridicolo. Le persone vogliono andare nei negozi."
2010: Blockbuster dichiara bancarotta. $5 miliardi di fatturato annuo azzerati. Tutti i 9.000 negozi chiusi.
2024: Netflix vale $150 miliardi con 260 milioni di abbonati globali.
Quella risata arrogante nel 2000 è costata letteralmente l'intero business. E rappresenta il caso più iconico di arroganza nella comunicazione aziendale che distrugge valore economico reale.
E succede ogni giorno. A brand grandi e piccoli. Che comunicano con arroganza pensando sia forza, mentre è debolezza travestita che il pubblico percepisce immediatamente.
In questo articolo esploriamo cos'è l'arroganza nella comunicazione, da dove nasce, come viene percepita dal pubblico, e tre case history devastanti che hanno generato oltre $7 miliardi di perdite combinate.
